Caso Moro: segreti, Gladio e NATO

Il Caso Moro é uno degli eventi più importanti della storia moderna italiana.
In estrema sintesi, dei terroristi hanno rapito l'allora Presidente del Consiglio Moro e poi l'hanno ucciso.
Detta così la storia è credibile, fila liscia e suona pure bene, ma appena si cerca di capire qualcosa di più, di contestualizzare ecco che iniziano implacabili, i misteri.
Sì, perché questo è stato - e rimane - uno dei più grandi misteri italiani.
I brigatisti rossi si sono pentiti, hanno confessato, le loro versioni sono state messe a confronto, quello che hanno fatto lo si sa bene, ma quando si parla del sequestro Moro, tutto si complica e i conti non tornano. ì
Partiamo dall'Agguato di via Fani.
Anche oggi ANSA rilancia una notizia di 2 dei partecipanti che non sarebbero stati dei terroristi ma 2 agenti dei servizi italiani che dovevano proteggere la fuga dei brigatisti, i famosi 2 ragazzi su una Honda color scuro, presenti in via Fani e che avrebbero sparato anche dei colpi contro un passante.
Il problema di questi due personaggi in sella alla Honda,  è che nessuna testimonianza dei terroristi ne conferma la presenza, mentre ben 3 testimoni oculari li hanno visti, di cui 1 dice che gli hanno sparato addosso, ma allora chi sono questi due?
Caso Moro: segreti, Gladio e NATO
Agguato via Fani

Tra tutti i misteri del sequestro Moro, questo é il primo e certamente uno di quelli che a tutt'oggi rimane senza spiegazioni, e che lascia spazio a numerose ipotesi, visto che poi ci sono altri indizi che portano a complotti che puntano alla NATO come mandante oscuro dell'omicidio Moro. 

  • Prendiamo in considerazione questo mistero del Caso Moro ( per il momento, visto che ce ne sono così tanti che altrimenti si potrebbe fare confusione): se diamo retta alle ultime novità, sulla sella della moto honda presente in via Fani ci sono 2 agenti dei servizi segreti italiani, ma come facevano i servizi a sapere dell'agguato prima che accadesse?
  • Semplice: avevano delle talpe all'interno delle BR, talpe che se ci sono state,  a tutt'oggi non se ne conosce l'identità.

Sergio Flaminghi ( membro delle Commissioni parlamentari d'inchiesta sul Caso Moro, e storico appassionato)  ipotizza che la CIA, attraverso la scuola francese di Hyperion, ( tra i cui fondatori c'era Corrado Simioni  tra i fondatori delle Brigate Rosse e suo ideologo, nonché collegamento occulto tra le BR e la NATO) avesse influenze all'interno delle Brigate Rosse, per manipolarle e favorire i propri scopi ( impedire ai partiti comunisti europei di sedersi ai banchi dei governi occidentali).

  • Tutto questo mega complotto sarebbe stato orchestrato dalle menti raffinatissime del Dipartimento di Stato USA, dopo che Gladio / Stay-Beyond, si era visto che non serviva più.
  • Ormai, passati gli anni '50 e '60 il problema reale non era un'invasione dei comunisti dalla Russia, ma una presa del potere dei comunisti dall'interno delle nazioni occidentali, tramite elezioni, proprio come avvenne in Italia alla fine degli anni '70, periodo in cui il Partito Comunista raggiunse il suo massimo storico, circa il 30% dei voti.
  • Da qui l'ipotesi che Moro fu sequestrato ed ucciso sì dalle BR, ma che dietro alle BR ci fosse la volontà degli Stati Uniti.
  • Per chi ha vissuto quegli anni, in effetti il sequestro Moro fu una sconfitta per il comunismo e per il probabile avvento dei comunisti al potere, ma quello che é peggio fu l'assassinio di Moro ad incutere nelle persone comuni la paura di un regime comunista spietato, e la reazione popolare contro i terroristi rossi fu massiccia.

A supportare la tesi del complotto Usa contro Moro e la democrazia in Italia , e che dietro al Caso Moro ci fosse un 'Grande Vecchio', c'é il fatto che il capo delle indagini sul sequestro Moro era un agente della CIA, Steven Piekzenic, specializzato in guerra psicologica, chiamato dal Ministero degli Interni italiano come 'consulente', ma che in realtà dirigeva e sapeva tutto sulle indagini che stavano avvenendo e che quindi avrebbe potuto benissimo depistare le indagini, cosa che poi é avvenuta anche se la certezza del mandante di questi depistaggi non si é mai avuta.

Di seguito, il manuale dell'esercito americano (versione 1970) Army Field Manual 30-31 (pp. 202-206) -
Operazioni di stabilizzazione dei servizi segreti:

  • Può succedere che i governi del paese amico mostrino passività o indecisione di fronte alla sovversione comunista o ispirata dai comunisti e che reagiscano con inadeguato vigore ai calcoli dei servizi segreti trasmessi per mezzo delle organizzazioni Usa
  • In questi casi i servizi dell’esercito nordamericano devono poter disporre di mezzi per lanciare operazioni speciali capaci di convincere il governo e l’opinione pubblica del paese amico della realtà del pericolo e della necessità di portare a termine azioni di risposta
  • I servizi segreti dell’esercito nordamericano dovrebbero cercare di infiltrarsi nel seno dell’insurrezione mediante agenti in missione speciale, col compito di costituire gruppi di azione speciale tra gli elementi più radicali degli insorti. Quando si produce una situazione come quella che abbiamo appena descritto, quei gruppi, agendo sotto il controllo dei servizi segreti dell’esercito Usa, dovrebbero lanciare azioni violente o non violente a seconda dei casi. Nei casi in cui l’infiltrazione di tali agenti tra i dirigenti dell’insurrezione non si è pienamente realizzata, l’utilizzazione di organizzazioni di estrema sinistra può contribuire a conseguire i fini citati
  • L’infiltrazione nelle attività [dei rivoluzionari, nda] da parte degli agenti del governo non solo è auspicabile, ma può dare un significativo contributo alla battaglia.
  • È importante che i servizi segreti del paese alleato si infiltrino con i loro uomini nei movimenti sovversivi, con l’obbiettivo di realizzare contro-azioni di successo