21 settembre 2014

Genocidio in Ucraina da parte di Stalin

Torniamo a parlare ancora di genocidi in epoca moderna, stavolta di un genocidio di cui solo dopo il crollo del comunismo in URSS se ne sa qualcosa.
Prima giravano voci, come quella che 'I comunisti mangiano i bambini', una leggenda che scaturì molto probabilmente proprio da delle storie vere, in cui milioni di persone in Russia, ( ma stavolta parliamo esclusivamente dell'Ucraina) morirono di fame e, per nutrirsi, in alcuni casi decisero di mangiare la carne dei morti per non morire.
Da queste storie raccontate a voce, ed assolutamente proibite al tempo dello stalinismo, probabilmente passarono in parte oltre cortina, e vennero trasformate ad uso e consumo della propaganda anticomunista fino a diventare ' i comunisti mangiano i bambini'.
In effetti l'Ucraina dopo che cadde lo Zar si dichiarò indipendente, ma Lenin volle riannetterla alla nuova URSS, questo fece si che scoppiarono delle rivolte.
Genocidio in Ucraina da parte di Stalin


Sopra: il racconto dei sopravvissuti all'Holomodor, il genocidio in Ucraina.

  • Quando al potere salì Stalin, Lui decise un metodo che con 2 una fava avrebbe preso 2 piccioni: collettivizzare le proprietà agricole ed aumentare le quote di grano che l'Ucraina avrebbe dovuto dare al governo centrale.
  • Le quote aumentarono così tanto che TUTTO IL RACCOLTO fu dato ai responsabili governativi che giravano paese per paese, casa per casa a controllare se i contadini avessero consegnato tutto il cibo a loro disposizione ovviamente chi teneva qualcosa per sè era considerato un traditore della patria e quindi arrestato, arresto che significava la morte.
  • I contadini non si opposero, ma si ritrovarono senza cibo.
  • Oltre a questo provvedimento ( conosciuto come HOLODOMOR) nessun abitante avrebbe potuto lasciare la propria città o del proprio villaggio.
  • Dal 1929 al 1933 ci furono dai 5 ai 7 milioni di morti in Ucraina, motivo per cui oggi molti dei cittadini ucraini non vorrebbero più avere rapporti politici con la Russia.