1 agosto 2015

L'olocausto del Bengala fatto dagli inglesi per coltivare oppio

Ecco la storia di 10 milioni di morti, fatti dall'Impero Inglese e dalla Compagnia britannica delle Indie orientali per motivi di profitto.

Molti non sanno che nel 1770 nel Bengala (India) ci fu una delle peggiori carestie che la storia umana ricordi.


La carestia costò 10 milioni di vittime ( c'è chi sostiene che furono molti di più), ma non fu per 'cause naturali', ma dovuta alla dissennata politica della Compagnia britannica delle Indie orientali, una compagnia alle dirette dipendenze della Corona Britannica.
L'olocausto dimenticato del Bengala fatto dagli inglesi
La cosiddetta Compagnia delle Indie, era in pratica diventata monopolista di tutte le terre della regione ( che ora conta quasi 250 milioni di abitanti) ed iniziò a mettere tasse altissime, ogni anno più alte, con incrementi anche del 10% in un anno, per arrivare al 50% di tasse.
Inoltre, dettava anche il tipo di produzione da fare ai contadini.
I contadini bengalesi, tra le altre cose, furono anche obbligati a coltivare oppio ( merce rara, costosa e assolutamente legale in tutto il mondo, all'epoca e richiestissima specialmente in Cina, Europa ed Americhe) al posto delle normali coltivazioni per uso alimentare, come sostiene nel suo libro lo storico indiano  Sushil Chaudhury in "From Prosperity to Decline: 18th Century Bengal"
Fonti 1, 2, 3, 4